Fabio C.

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Mi chiamo Fabio, ho 28 anni, sono cresciuto in Puglia, ma vivo a Parma da 10 anni, dove mi sono laureato in Scienze ambientali. Oltre ad essere un amante della natura, adoro l'arte, la storia e la musica; ma la cosa che mi piace d più è condividere la bellezza della mia terra osservandola da punti di vista insoliti.

Galleria delle esperienze

dscn1185La voce del popolo
A Roma si chiama Pasquino, a Milano El Scior (il signor) Carera, ma in sostanza è la stessa cosa. Ogni città ha il suo busto romano più o meno mutilato dove la gente del popolo lasciava anonimi bigliettini con proteste, lamentele, motti e ironici sberleffi solitamente di carattere politico, rivolti ai sovrani che governavano in modo iniquo la città.
Nel via vai affollato sotto i portici accanto alle vetrine di Zara, la statua virile del III secolo passa inosservata, addossata all’ingresso del civico n.13, e quasi quasi potrebbe sembrare il portiere dell’elegante palazzo. Togato, immobile, silenzioso, “l’uomo di pietra” come anche viene chiamato è il testimone più informato di ciò che succede nei paraggi.
L’epigrafe alla base recita “Carere debet omni vitio, qui in alterum dicere paratus est” (deve essere privo di ogni vizio chi si prepara a parlare contro qualcuno), ma la gente semplice non conosceva il latino e scambiò Carere per il nome del personaggio. Chi fosse costui e dove originariamente fosse collocato, nessuno lo sa.
La scultura venne spostata più volte, e anche il volto nei secoli venne modificato. Le statue romane sono infatti composte di più parti, per esempio la faccia veniva scolpita da un artigiano specializzato e unita al resto in seguito. Nell’alto Medioevo si è pensato bene di sostituire l’effige (oggi perduta), che probabilmente raffigurava un alto magistrato romano ai tempi di Cicerone, con quella dell’arcivescovo Adelmanno Menclozzi.
Questo è niente rispetto a ciò che accadde nel 1848 durante le cinque giornate di Milano, quando i milanesi si ribellarono all’Austria mettendo sotto sopra la città. Lì veramente il scior Carera acquisì agli occhi del popolo tutta la sua levatura morale diventando il portavoce della sommossa. Ogni mattina ai suoi piedi comparivano parole di giustizia e libertà sotto forma di messaggi scritti nella notte dai suoi concittadini.

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele 13, 20122 | Mezzi pubblici Duomo e San Babila
(M1 Rossa, M3 Gialla); San Babila (bus 54, 61); Durini (bus 60, 73)  
Un suggerimento: In via Santa Radegonda 16, non bisogna assolutamente mancare la tappa da Luini Panzerotti, storico panificio rosticceria (dal 1888) dove c’è sempre la fila per gustare i famosi panzerotti caldi ripieni, ottima soluzione per uno spuntino di mezzogiorno (lun 10-15, mar-sab 10-20).

(111 luoghi di Milano che devi proprio scoprire, di Giulia Castelli Gattinara, Casa editrice Emons)

Elenco Esperienze

  • La casa del rabbino
Non è un numero della Cabala ebraica, anche se l’atmosfera che evoca è quella. La curiosa storia della Casa 770 nasce dall’abitazione in stile fiammingo situata al civico 770 di Eastern Parkway nel distretto di Brooklyn, New York.
Insomma un posto molto lontano da qui e, soprattutto, che non c’entra niente con l’architettura nordica delle case tipicamente olandesi. Però gli americani, si sa, sono eclettici ed essendo un popolo di recente formazione, pescano qua e là dalla vecchia Europa gli stili che più gli piacciono. Insomma, hanno bisogno di un po’ di storia. Oppure, come in questo caso, la scelta di questa abitazione tradizionalmente europea da parte di una famiglia di ebrei ortodossi, i Lubavitcher, originari della Bielorussia ed emigrati negli Stati Uniti, è servita per non far sentire spaesato il rabbino Joseph Isaac Schneerson, costretto ad attraversare l’oceano nel 1940 per sfuggire alla persecuzione nazista.
Col tempo la casa-sinagoga del rabbino divenne un punto di riferimento per la comunità ebraica di orientamento hassidico, simbolo d’impegno e luogo d’incontro. Tanto che negli anni successivi la facoltosa famiglia Lubavitcher decise di costruire altre case 770 in altre città del mondo, riconoscibili proprio per il loro aspetto esteriore: tre torrette di mattoni rossi con il tetto a cuspide, l’ingresso centrale sovrastato da un piccolo balcone a baldacchino, la fascia decorativa di marmo alla base del primo ordine di finestre, insomma tante repliche della casa di Brooklyn.
In realtà, sparse per il mondo oggi ce ne sono solo dodici: qualcuna con un grande giardino, come la casa di Montréal in Canada e quella di Melbourne in Australia, altre strette fra palazzoni moderni, per esempio la replica a San Paolo in Brasile.
Ovviamente non manca la Casa 770 a Gerusalemme, ma l’unica in Europa è questa a Milano, che svolge tuttora la sua funzione di sinagoga.

Indirizzo: Via Carlo Poerio 35, 20129 | Mezzi pubblici Porta Venezia (M1 Rossa); Bixio (tram 23) 
Un suggerimento: A fianco della Casa 770, c’è la targa che ricorda la villa dei coniugi Rollier (valdesi) dove il 27 agosto 1943 si tenne il convegno fondativo del Movimento Federalista Europeo. Presenti numerosi antifascisti, colleghi universitari di Mario Rollier, tra cui Franco Venturi, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Leone Ginzburg e Willy Jervis.

(111 luoghi di Milano che devi proprio scoprire, di Giulia Castelli Gattinara, Casa editrice Emons)

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    Lungo i terrazzamenti delle Cinque Terre

    In bilico tra montagna e mare, cielo e  terra, pescatori e agricoltori, uomo e natura .... questo sono le Cinque Terre uno dei più grandi esempi di come l'uomo ha imparato a convivere con la natura  rispettandola e  dove tutto è in armonia da oltre un millennio. Percorreremo un sentiero panoramico che si affaccia sul mare, utilizzato dagli agricoltori che coltivano i vigneti e gli uliveti attraverso le splendide terrazze che li supportano.